2011 - Rione Bergamo - Donna in pienezza - Maddalena penitente

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Programma 43° Palio Settembre 2011

tema:Alla ricerca del Maestro con Maria Maddalena

» Cantone - San Nazzaro » Dante-Camuzzago » Castello » San Martino-Garibaldi » Bergamo

 È da poco passato un anno dalla nascita della nuova Comunità Pastorale che comprende Bellusco, Cavenago Brianza, Mezzago e Ornago. Come noto, la Patrona è Santa Maria Maddalena, prima annunciatrice del Risorto.
 Il Comitato Palio ha accolto con molto favore la proposta del Parroco Don Valerio Fratus di individuare come tema per questa edizione la Maddalena, rispondendo anche al richiamo alla condivisione e alla fratellanza in nome dell'unità pastorale e in pieno rispetto dello scopo del sodalizio, celebrare la ricorrenza di Santa Giustina con una festa di gioia ma anche di riflessione sui valori religiosi.
 Per far meglio conoscere e comprendere la figura tanto sconosciuta quanto affascinante della nostra Patrona, i progettisti dei cinque carri si sono adoperati per cogliere episodi e aspetti della vita di Maria Maddalena, attingendo sia dal Vangelo sia dalla tradizione iconografica e popolare


il carro che apre la sfilata ricorda il martirio di Santa Giustina.

Rioni S.Martino - Garibaldi

L'amore che libera

La conversione della Maddalena

stemma rione S.Martino stemma rione Garibaldi


 

 Nel corso dei secoli, alla Maria Maddalena desunta da una lettura rigorosa del testo evangelico, si è aggiunta una visione del personaggio arricchito di significati, interpretazioni e talvolta persino di leggende senza fondamento.
 Così avviene che alla Maddalena sia associata la peccatrice protagonista dell'episodio della lavanda dei piedi del Cristo, e che a partire dal Rinascimento venga rappresentata come una donna dalla straordinaria bellezza, dalla folta chioma e dalle forme procaci, spesso colta nell'atto di ammirarsi di fronte allo specchio, simbolo della vanità dell'essere
umano che ama sé stesso sopra ogni cosa.
 Su questa figura di donna, a metà strada tra la Maddalena del testo evangelico e l'iconografia, è improntato il carro.
 Sulle sponde sono dislocati sette specchi, sette come i dèmoni da cui Maria viene guarita. Non sono tuttavia specchi normali, bensì deformati: la persona che fissa lo sguardo in essi non vede più il suo vero volto o il vero volto degli altri, ma vede un'umanità trasfigurata dalla superbia di sentirsi autosufficiente, di bastare a sé stessa e di non aver bisogno di null'altro per raggiungere la felicità, un'umanità che diviene vana e vanitosa allo stesso tempo.
 Nella parte anteriore del carro prosegue l'allegoria di un mondo pre-conversione: un globo terrestre, con tutti i continenti rappresentati, è avvinghiato, mediante delle catene, dalla morsa mortale del demonio, il "principe del mondo".
 Solo l'amore divino può divincolare l'umanità da questo destino ineluttabile; solo la guarigione posta in atto da Gesù Cristo rompe le catene della schiavitù instaurata sulla Terra dalla superba vanità dell'uomo che non vede altro da sé. In questo senso la figura di Maria Maddalena è una luce di speranza. Il Salvatore la libera dai sette dèmoni: ciò le permette di volgere lo sguardo della propria vita verso l'alto e di tramutare i dèmoni in altrettanti fasci di luce che, presi assieme, vanno a comporre un arcobaleno, mediante il quale la sua vita può finalmente innalzarsi verso la salvezza.
 Riprendendo una delle immagini con cui Marc Chagall raffigura la ricerca dello sposo da parte della sposa nella sua rappresentazione pittorica del Cantico dei Cantici, Maria è visibile al centro del carro mentre sorvola il mondo sottostante in sella ad un cavallo alato. Come la sposa non trova lo sposo se non nell'abbraccio che suggella il Cantico, così la Maddalena non trova Gesù dentro al sepolcro posto ai piedi dell'arcobaleno.
 Esso è vuoto: vi si trovano soltanto le bende ed il sudario che ne avvolgevano il corpo.
 Maria lo incontra successivamente, nel momento in cui distoglierà lo sguardo dal sepolcro: Gesù è risorto e non è più nella tomba che va cercato. Il Cristo le affida il compito più importante, quello di annunciare agli apostoli, e di conseguenza a tutta l'umanità, che Egli ha sconfitto la morte.
 Maddalena svolge questo suo ruolo di testimone del Risorto comunicando alla città che sta sorvolando, immagine ideale del mondo intero, che l'amore di Gesù è più forte della morte.

Rioni Bergamo

Donna in pienezza

Maddalena penitente

stemma rione Bergamo


 

  "In quel tempo uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato.
 A quella vista il fariseo che l'aveva invitato pensò tra sé. "Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice". (...) Volgendosi verso la donna, Gesù disse a Simone: "Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m'hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli.Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi.Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco". Poi disse a lei: "Ti sono perdonati i tuoi peccati. (...) La tua fede ti ha salvata; va' in pace!"."

 Il carro è ispirato a questo brano del Vangelo di Luca (7, 36-50), la cui protagonista, secondo un'antica tradizione oggi contestata, sarebbe Maria di Màgdala.
Il quadro centrale del carro propone la scena conviviale con i commensali disposti intorno al tavolo delle vivande secondo l'usanza dell'epoca. L'unica donna presente sulla scena è la Maddalena, china ad asciugare con i suoi capelli i piedi di Gesù. Questa donna non ha esitato a entrare in una casa dove non era invitata, a dare scandalo (perché le donne non erano ammesse alla mensa degli uomini), a far penitenza umiliandosi davanti a persone che la conoscono bene, e mortificando la sua bellezza con gesti forti (ancora carichi di sensualità, ma è l'unico linguaggio che ha imparato dalla vita di ieri). Gesù segue i gesti della donna con sguardo benevolo, poi scandalizza a sua volta i presenti con la sua sentenza di perdono.
 Il corteo propone una serie di quadri che sottolineano le vette spirituali raggiunte dalla Maddalena a partire da quell'atto penitenziale: la forza d'animo (non ha paura a mostrarsi ai piedi della Croce), la tenerezza femminile (alla deposizione), la sapienza e l'intelligenza (quando, prima apostola con l'autorevolezza conferitale da Gesù, annuncia la Resurrezione agli apostoli), la fedeltà a Cristo fino all'ultimo (sempre secondo la tradizione, trascorrerà il resto della sua vita in meditazione e digiuno, all'interno di una grotta, nutrendosi della sola Eucaristia).Tutto ciò grazie alla sua straordinaria abnegazione nell'amare, come ci ricorda il quadro centrale del corteo ripreso dalla Chiesa di Camuzzago.
 La donna dalla quale Gesù aveva cacciato sette demoni e che, secondo la tradizione, esprimeva la propria femminilità attraverso la bellezza del suo corpo e le sue arti di seduzione, adesso è una donna che esprime in pienezza le vette più alte dello spirito femminile che spiegano la particolare devozione che ha accompagnato questa figura lungo tutta la storia della Chiesa e la particolare venerazione di molti movimenti religiosi.

Rioni Castello

La forza delle fede

Ai piedi della Croce

stemma rione Castello


 

  "Vi erano là anche molte donne, che osservavano da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. Tra queste c'erano Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedeo" (Mt 27, 56).
 È la scena del Calvario, ormai entrata nella mente, nel cuore e nella fantasia di tutti, anche perché, a partire dal VII secolo, la raffigurazione della crocifissione è entrata trionfalmente nell'arte cristiana.
 La crocifissione è rappresentata sul carro con un accento particolare alla rivelazione della natura divina di Gesù agli occhi della Maddalena.
 Gli unici personaggi presenti sulla scena sono Maria Maddalena, che si eleva verso la croce staccandosi dalla dimensione terrena, e Gesù che, nella tensione verso la Maddalena, porta un messaggio di speranza, di un Dio che si protende verso l'umanità sofferente, perché superi questo momento di dolore con la forza della fede.
 Maria di Màgdala è la donna della sofferenza profonda, dolente, esistenziale: la sofferenza psichica. Per Maria Maddalena, Gesù è stato medico della mente e del corpo. Ha scacciato i demoni dalla mente e a consentito al corpo di riacquistare energia e vitalità. L'amore di Maria di Màgdala ha la forza travolgente di un'energia a lungo contenuta e poi liberata. È la passione che finalmente può prendere confidenza con i sentimenti.
 È lo stupore eccitato, gioioso di chi riesce a trovare una corrispondenza. Non c'è più caos, confusione letale tra sè e la realtà, l'altro, il Dio fattosi uomo, esiste davvero. Due esseri che si pongono uno di fronte all'altro e la relazione tra loro che è il terzo elemento capace di collegare, creare scambio, fare vivere.
Infatti per riconoscere Gesù non basta aver percorso con lui le strade della Palestina, essersi intrattenuti con lui a mensa, aver dato ascolto alle sue parole nelle piazze.  Occorre una via preferenziale, quella della fede. Solo attraverso una profonda adesione di fede gli occhi di Maria di Màgdala si aprono.
Sul Golgota, elevato da terra, Gesù attira a sè Maria Maddalena, che ancora osa guardare quel volto dolente, quel corpo trafitto dall'odio, quel Dio fatto per noi uomo dei dolori.
 Maria di Màgdala vorrebbe tenere stretto quell'attimo che trasforma la vita, vorrebbe trattenere Gesù, afferrarlo e non lasciarlo andare, ma Lui le chiede altro: "Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio Padre vostro, Dio mio e Dio vostro" (Gv 20, 17).
Gesù invita Maria Maddalena a non trattenere solo per sè quell'esperienza; se la resurrezione deve toccare la vita dei testimoni, non può, tuttavia ridursi ad un'esperienza individuale.
 A Maria Maddalena viene chiesto di diventare apostola, di sostituire al corpo visibile e tangibile di Gesù, una parola da ascoltare e da diffondere, e al desiderio di tornare indietro, la capacità di guardare avanti, di guardare alla realtà della resurrezione, che è la vittoria oltre la morte.
 Così infatti dice Sant'Agostino: "Il Signore sì è abbassato e ti ha preso per mano. Con le tue sole forze non puoi alzarti. Stringi la mano di Colui che scende fino a te."

Rioni Cantone - S.Nazzaro

L'alba di un nuovo giorno

L'incontro con il Risorto

stemma rione Cantone stemma rione S.Nazzaro


 

  "In quel tempo, Maria stava all'esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: "Donna, perché piangi?" Rispose loro: "Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto".
 Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi;ma non sapeva che era Gesù. Le disse Gesù: "Donna, perché piangi? Chi cerchi?" Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: "Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo". Gesù le disse: "Maria!" Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: "Rabbunì!", che significa: Maestro!" (Gv 20, 11-18).

 Il brano del Vangelo di Giovanni è lo spunto per rappresentare una sfaccettatura della figura di Maria Maddalena e per far comprendere meglio la complessità e la bellezza di un personaggio misterioso.
 Maria è una donna che forse non è mai stata perfetta, che forse ha commesso dei peccati, che forse nella vita non sempre ha avuto un percorso lineare e coerente. Noi, anche oggi, ci riconosciamo in lei, è un esempio che sentiamo vicino alla nostra vita. È un bellissimo messaggio che viene da Cristo, che ci dà la forza e la certezza che tutti possiamo convertirci, basta riconoscere il Signore che ci chiama.
 Il carro mostra la Maddalena nel momento in cui cerca disperata colui che ama e non c'è più. Lo cerca con passione e perseveranza, con una fede chiara e forte. E la sua dedizione al Signore Gesù è ampiamente premiata: ella lo vede per prima dopo i tristissimi giorni della passione, della morte e della sepoltura.
 Maria Maddalena, che ha appena distolto gli occhi ancora pieni di lacrime dal sepolcro vuoto e rivolge il suo sguardo al Maestro, appare bellissima e addolorata, avvolta in un manto rosso fuoco orlato d'argento, simboli della sua passione d'amore per il Signore Gesù e della luce interiore che ha accompagnato la sua ricerca e che indica in lei la presenza del mistero di Dio.
 Alle sue spalle in un giardino che si è ridestato nel giorno della Pasqua, simbolo della rinascita della natura, pare Gesù, maestoso e imponente ma soprattutto splendente: un Cristo di Luce, la luce della resurrezione.
 La figura del Cristo è racchiusa in una mandorla, simbolo della sacralità nelle chiese romaniche del medioevo.
 Lo stile gotico della Basilica francese di Vezelay, detta anche chiesa della luce e dedicata a Santa Maria Maddalena, ha ispirato la cornice di arcate presenti sul carro a cingere Gesù e le vetrate portate in corteo che raccontano i momenti della vita della Maddalena trascorsi a fianco del Salvatore.

Rioni Dante - Camuzzago

La verità rivelata

Da testimone a prima annunciatrice

stemma rione Dante stemma rione Camuzzago


 

 Vedere e credere non sono necessariamente due azioni consequenziali l'una all'altra. Bisogna che il cuore e la mente siano preparati a sostenere la responsabilità della scoperta, l'uno teso alla ricerca di ciò che ci riempie di pace e gioia, l'altra attenta a misurare con la logica quanto ci viene dato di sperimentare.
 Questa è stata l'esperienza di Maria Maddalena, la prima a trovare il sepolcro vuoto e dunque a preoccuparsi, ma anche la prima ad essere rinfrancata dall'incontro con il Risorto, proprio come lei nel suo cuore sperava da sempre.
 Un incontro dunque atteso, ma mai compreso a fondo, fino a quando la realtà ha svelato la Verità.
 Ci piace pensare a Maria Maddalena come a colei a cui Gesù aveva scacciato sette demoni, simbolo dei sette peccati capitali che impediscono all'uomo di godere delle libertà e di conoscere la Verità, e che da quel momento in poi abbia dedicato i suoi giorni alle sequela di Cristo, seguendolo fin sulla strada del Calvario, quando la maggior parte dei discepoli (soprattutto uomini) si erano già nascosti per paura.
 In un'epoca in cui il valore giuridico di una testimonianza femminile era scarsamente attendibile per legge, va sottolineato che proprio una donna è la prima e più grande annunciatrice del messaggio evangelico. La sua forza è pari solo alla profondità di quanto ha vissuto e provato sulla sua pelle e frutto dell'incontro con Gesù.
 Per prima si muove a "svegliare" gli altri compagni di viaggio e a richiamarli ad una realtà che insieme avevano vissuto con Cristo e che credevano perduta.
 Il suo fervore e la sua fede muovono una comunità e danno l'azione per quel movimento che partirà inarrestabile dalla Palestina verso il mondo intero.
 In qualche testo sulla vita dei primi santi Cristiani, la Maddalena viene paragonata alla Luna, in quanto come l'astro d'argento è capace di illuminare per riflessione la luce del sole della Verità che viene dal Risorto: questa immagine avvolge la figura principale sul carro e forma una sorta di confine tra l'esperienza e l'annuncio, un modo per separare il mondo vecchio, in cui domina il peccato, e quello nuovo, in cui la Verità fatta carne è rivelata e dove risuona l'annuncio del messaggio evangelico.
 Ciò che muore con la morte sulla croce nella parte posteriore viene ricostruito e rivissuto nella parte anteriore sotto una nuova luce. L'annuncio è per tutti, solo alcuni ascoltano, altri partecipano attivamente alla nuova vita.
 Sulle sponde sono riprodotti i simboli della vita vecchia da cui Maria si è liberata: i sette peccati capitali.
 Nel corteo si sottolinea la diversa capacità di accogliere la Verità e di testimoniarla rappresentando con quattro diverse immagini: i quattro terreni narrati nella parabola del seminatore, in cui la buona Novella è portata a tutti in modo indistinto. Sta alla capacità e alla disponibilità di ciascuno di mettersi in gioco ed essere parte attiva di un annuncio che faccia da eco a quanto Maria Maddalena per prima seppe comprendere e comunicare al mondo.